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Premiazione E-Contest InternetSM

Proclamato il vincitore del concorso E-Contest Internet.sm 2014

Si conclude positivamente il 1° Econtest InternetSm, il concorso volto a premiare il progetto più interessante e potenzialmente di maggior successo circa la vendita on line di prodotti o servizi.

Iniziato il 19 Marzo con la presentazione delle Idee, proseguito il 30 aprile con i Business Plan e poi incontrando personalmente i 5 finalisti per valutarne nel dettaglio le reali potenzialità, oggi si chiude con la proclamazione del vincitore, ovvero con il Progetto WEB LUXURY MALL del Dott. Loris Galeotti.

Parafrasando la descrizione rilasciata dal Dott Galeotti del suo progetto, il termine lusso in questi anni è stato utilizzato impropriamente fino a divenire sinonimo di ostentazione. L’obbiettivo del progetto sarà infatti riportare il termine al valore originale, facendo diventare la piattaforma E-commerce un riferimento per i consumatori più esigenti.

Questo lo si potrà ottenere sviluppando una collaborazione diretta con aziende e brand internazionali,  le quali aiuteranno la legittimazione della piattaforma stessa e parallelamente con l’introduzione di aziende artigiane, eccellenze che godono di poca visibilità e vendono il loro prodotto attraverso il “one to one”.

Ora si apre la sfida più interessante e stimolante per Internet.Sm: rendere l’ottimo progetto Web Luxury Mall un Ecommerce vincente.

Per questo lo staff della Web Agency di San Marino si attiverà da subito per supportare il nuovo progetto per quanto riguarda la realizzazione del sito con il CMS Magento Commerce, tecnologia Open Source più utilizzata al mondo.
Il progetto sarà poi seguito anche per quel che riguarda la promozione on line con le attività di Web Marketing, monitorando i risultati generati da ogni singola A tal scopo Internet.Sm mette a disposizione, oltre alla sua assistenza e esperienza, 2500€ per i costi pubblicitari da investire una volta avvenute la messa on line del nuovo E-Commerce.

Giunti così al termine del 1° Econtest sugli Ecommerce,  Internet.Sm è convinta che l’iniziativa sia servita per creare “cultura” su un nuovo modello per fare impresa, o per aumentare la redditività di quella già esistente. Per questo sarà premura di Internet.Sm , mantenere l’attenzione sul progetto WEB LUXURY MALL  comunicando con frequenza i progressi e i risultati ottenuti

L’E-commerce sta crescendo in Europa con una velocità a doppia cifra. Ecco perché ogni sammarinese dovrebbe avere la consapevolezza circa le enormi potenzialità di un E-commerce, affidandosi ad esperti del settore.

InternetSm, ringraziando per il patrocinio la Segreteria all’Industria e la Segreteria del Lavoro, e tutti i partecipanti al Concorso, dà appuntamento alle prossime iniziative.

Al via la seconda fase del concorso E-Contest 2014: la presentazione del Business Plan

Si sono chiuse Venerdì 11 Aprile le iscrizioni al concorso E-Contest 2014 dedicato a nuovi progetti E-Commerce. Il contest, pur essendo alla sua prima edizione e rivolgendosi ad un target geograficamente delimitato, ha registrato un buon livello di partecipazione sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo.

Diverse idee imprenditoriali presentate rientrano nel settore dei prodotti alimentari
A sostegno di questo settore troviamo una ricerca condotta a Febbraio 2014 da Coldiretti, che ha evidenziato un dato interessante: rispetto al 2012, nel 2013 è stato registrato un  aumento del 18% per quanto riguarda gli acquisti on-line di alimentari, portando a 132 milioni di euro la cifra spesa dagli italiani per l’acquisto di prodotti di questo genere.

Altre proposte di progetti E-Commerce si incentrano invece  sull’offerta di servizi volti per esempio a facilitare ed organizzare meglio il contatto tra imprese e clienti oppure ad incentivare il turismo nel territorio.

Si apre ora la seconda fase di E-Contest 2014, ovvero la redazione e presentazione di un Business Plan nel quale ogni gruppo dovrà descrivere nel dettaglio la propria idea imprenditoriale.
Questa fase si concluderà il 30 Aprile 2014 e seguirà la selezione dei cinque progetti finalisti. I team arrivati in finale saranno contattati dallo staff di Internet.sm per un colloqui individuale nel corso del quale si approfondiranno i singoli progetti ed il 20 Maggio 2014 verrà proclamato il vincitore.

Ricordiamo lo straordinario premio in palio: lo sviluppo del sito e-commerce con tecnologia Magento Commerce, la consulenza professionale in web marketing e un budget da investire in campagne pubblicitarie con AdWords.

Internet.sm offrirà quindi il suo supporto per avviare il progetto vincitore e accompagnarlo al successo.

INTERNET.SM E-Contest 2014: spazio alle nuove idee imprenditoriali nel settore del commercio elettronico

 

Il 19 Marzo 2014 è la data che segna l’apertura ufficiale del concorso INTERNET.SM E-Contest: concorso organizzato e sostenuto economicamente da Internet.Sm S.r.l., Web Agency che proprio in questo mese celebra il 10° anno di attività, con il patrocinio delle Segreterie di Stato per l’Industria e per il Lavoro della Repubblica di San Marino.

L’iniziativa nasce dal desiderio di Internet.sm di farsi promotrice dell’innovazione imprenditoriale nel territorio sammarinese, incentivando la nascita di nuovi progetti E-Commerce che abbiano sede legale in Repubblica.

La competizione si articola in tre tappe intermedie, prima della premiazione finale.

La partecipazione è totalmente gratuita e gli unici requisiti richiesti sono: l’adesione di gruppi di almeno 2 persone e l’impegno di localizzare l’attività imprenditoriale nella Repubblica di San Marino. Possono partecipare aspiranti imprenditori ed imprese già esistenti.

Le candidature al concorso si possono presentare fino all’11 Aprile.  L’iscrizione al concorso avviene esclusivamente on-line e in questa prima fase sono richiesti i dati anagrafici dei componenti e una sintesi dell’idea imprenditoriale di commercio elettronico.

Tutte le proposte pervenute entro la data stabilita saranno analizzate e di queste saranno selezionate le più meritevoli, che avranno accesso alla seconda fase del concorso.

Il passaggio successivo prevede la redazione del Business Plan, da presentare entro il 30 Aprile.

Entro il 9 Maggio la commissione si riunirà per decretare i 5 gruppi finalisti che verranno poi incontrati personalmente per approfondire i singoli progetti.

La cerimonia per la proclamazione del progetto vincitore è prevista per il 20 Maggio.
Il premio in palio consiste nella realizzazione del sito web e-commerce, per un valore di Euro 12.500, con tecnologia Magento Commerce, oltre al servizio di consulenza in Web Marketing e budget di Euro 2.500 per campagne pubblicitarie con Google AdWords, fondamentali nella fase di avvio del progetto e-commerce.

Gli e-commerce stanno ottenendo un crescente successo e stanno rivoluzionando il modo di vendere e fare acquisti; rappresentano il futuro imprenditoriale. Il concorso E-Contest è l’occasione per mettersi in gioco, per spostare la propria attività sul web o semplicemente affiancarla al commercio elettronico.

Intervista al Segretario di Stato per l’Industria, On.le Marco Arzilli:

“Dopo 18 anni finalmente San Marino ha una legge sul commercio elettronico. Ce l’ha da un anno e questo concorso è la prima iniziativa su questo argomento, per questo sono stato molto contento di sostenerlo. In un anno di legge sull’e-commerce San Marino conta già 7 imprese che fanno esclusivamente commercio online, più due che sono in registrazione. Inoltre la legge introduce il censimento su tutte le aziende che fanno e-commerce, per tenere monitorato il settore: al momento se ne contano più di 260, sono numeri interessanti per un piccolo paese. Si sta inoltre lavorando per dotare la normativa di ulteriori strumenti, come il logo e-commerce San Marino e un sistema di pagamenti online tutto sammarinese, che è allo studio insieme a Banca Centrale. In più l’intenzione è quella di tenere monitorati gli effetti della legge, per capire se c’è la necessità di modifiche o di ulteriori strumenti. L’e-commerce, insomma, è una grandissima opportunità, soprattutto in questo momento. Per questo vedo con favore questa iniziativa, che va nella direzione della promozione dell’e-commerce.”

L’Ecommerce in Europa

Nonostante la complessiva crescita del settore, lo sviluppo dell’e-commerce italiano è ancora distante dai livelli dei nostri partner europei: nella classifica sull’’utilizzo dell’’e-commerce l’’ Italia si colloca al 25° posto su 28 Paesi, prima di Grecia, Bulgaria e Romania. Il ritardo riguarda sia i cittadini, che ignorano e in qualche caso temono ancora questo metodo di acquisto, sia le imprese, la cui quota di fatturato legato all’’ e-commerce è ancora molto modesto.
I risultati emergono da uno studio realizzato dal Centro Studi di MMOne Group, Web Agency italiana specializzata in servizi e-business per le aziende, con competenze tecnologiche e strategiche di e-commerce, web marketing e business intelligence, trasversali a tutti i settori imprenditoriali. L’agenzia ha preso in considerazione 12 indicatori Eurostat che fotografano i comportamenti di aziende e cittadini in Italia e all’Estero, sia per quanto riguarda l’attitudine all’acquisto e alla vendita di prodotti, sia per l’utilizzo di servizi come l’internet banking e il booking online.

LA CLASSIFICA EUROPEA
Aggregando opportunamente gli indicatori considerati, si delinea una netta spaccatura fra Nord e Sud Europa.
Ai primi posti della classifica si posizionano paesi quali la Danimarca, Svezia e Gran Bretagna che si distinguono per il maggior utilizzo del commercio elettronico.
Attribuendo un punteggio convenzionale pari a 100 alla Danimarca, il Paese che sfrutta al meglio le potenzialità della rete, abbiamo questa situazione per Italia, Spagna, Francia e Germania:
uso e-commerce
Quella dell’Italia, con un punteggio di 14, 2 a fronte dei più alti delle tre nazioni menzionate, è una performance insufficiente per un Paese che vuole competere sul mercato internazionale per superare la difficoltà economica in atto.

USO DELL’E-COMMERCE DA PARTE DELLE IMPRESE
Entrando nel dettaglio del ritardo italiano, la quota di fatturato delle imprese derivante dalle vendite in rete è appena del 6%, mentre in Europa la media si attesta al 15%.
fatturato imprese dall’e-commerce 2012
Inoltre, appena l’11% delle attività commerciali del nostro Paese ha una piattaforma di vendita integrata nel proprio sito web (la media europea è del 15%), ma solo il 5% riceve ordini via internet (con una media UE pari al 13%).
L’unico dato che ci vede leggermente al di sopra della media europea è quello relativo alle imprese italiane che fanno acquisti online: si tratta del 35%, contro una media europea del 34%.

USO DELL’E-COMMERCE DA PARTE DEI CITTADINI
acquisti onlineMolto deludente risulta essere l’’utilizzo dell’’e-commerce in Italia da parte dei cittadini: solo il 17% degli italiani ha fatto almeno un acquisto sul web, contro il 74% degli svedesi (la media europea si attesta al 44%) .
L’acquisto di viaggi online è all’8% (UE 24%, Germania e Francia oltre il 30%, UK quasi 50%), mentre solo il 21% degli italiani utilizza l’e-banking per le operazioni di conto corrente, a fronte di un 82% della Finlandia e di una media europea del 40%.
L’’arretratezza dell’’Italia si può ascrivere ad un ritardo culturale, oltre che imprenditoriale e sicuramente istituzionale. In questo senso sono ancora poche le strategie nazionali messe in atto per potenziare e valorizzare il commercio elettronico, fra tutte la riduzione del digital divide – ancora presente in molte aree del Paese – e la diffusione della banda ultra larga. E-commerce vuol dire risparmio di tempo, di costi e di energia. Non cogliere questa opportunità potrebbe penalizzare anche il commercio tradizionale, sempre più eroso dalla concorrenza digitale. Occorre infatti comprendere che, grazie alla diffusione dei dispositivi mobili, molti utenti confrontano i prezzi esposti in corsia con quelli che compaiono sui display dei loro smartphone.
Come afferma Mauro Cunial, Presidente di MMONE Group,” “per i consumatori stranieri si delinea un’offerta diversificata con la possibilità di scegliere anche i prodotti italiani; per le imprese italiane un’opportunità di crescita, che consente loro di presentarsi sul mercato internazionale senza intermediazione. Per questi motivi sono auspicabili politiche di sviluppo economico che affrontino gli annosi nodi digitali italiani, promuovendo un cambiamento nelle abitudini e nelle modalità d’acquisto e che incentivi l’utilizzo dello strumento informatico a tutti i livelli. Senza dimenticare i necessari investimenti per portare ad un livello avanzato le performance dell’infrastruttura digitale in termini di affidabilità e velocità di connessione“.

Fonte: MM One Group

Come guadagnare soldi veri con l’Ecommerce

L’e-commerce si sta sempre più diffondendo in Italia come modo smart di fare acquisti. In questo senso si rivelano molto utili le tariffe per adsl proposte dalle varie compagnie con l’obiettivo di favorire l’utente nella sua attività di navigazione online.
A partire dalle offerte Teletu fino ad arrivare a quelle di Telecom, le principali compagnie si stanno dando battaglia a suon di tariffe promozionali che catturino l’interesse del potenziale consumatore. Internet, infatti, fa sempre più parte della quotidianità di ogni persona. E questo si nota anche nell’ecommerce: di anno in anno quest’ultimo è cresciauto del 18% e anche il mobile commerce fa segnare trend positivi e percentuali di crescita a tripla cifra: +255% tra il 2012 e il 2013.

Secondo la ricerca “The Omnichannel Opportunity: A Report for eBay”, commissionata da eBay a Deloitte, l’e-commerce mostra grandi potenzialità, soprattutto nel cross border trade, cioè nel commercio basato su acquisti che residenti nell’Unione europea nel 2013 ha effettuato da un Paese straniero.

Il sondaggio è stato condotto tra i 21 venditori più importanti in Europa ed è basato su tre metodi di ricerca: l’utilizzo di un modello apposito per verificare l’impatto delle vendite dei principali venditori che hanno già scelto di utilizzare questo approccio in alcuni mercati; indagini di mercato su specifici mercati europei; interviste per capire cosa pensano di questa nuova modalità di e-commerce i principali venditori a livello europeo.

La ricerca Deloitte, inoltre, mette in evidenza come i mercati più forti sul fronte del commercio transfrontaliero siano la Germania (27% delle vendite dall’estero), il Regno Unito (24%) e la Francia (14%). Seguono spagna (5%) e Italia.
In particolare nel nostro paese il mercato online e mobile rappresentano il 2,6% del totale di vendite, con un volume superiore agli 11 miliardi di euro (7,7mld in Spagna, 22mld in Francia), mentre il valore degli acquisti registrati nei negozi tradizionali ma perfezionati attraverso canali cosiddetti “non-store” si aggira attorno ai 35 miliardi di euro.

Se si considera che quest’ultimo dato in Francia è pari a 57 miliardi, risulta evidente la potenzialità del mercato italiano.

Ragionando su questi risultati si può ipotizzare che l’e-commerce diverrà in breve tempo un’alternativa importante alla crisi del commmercio al dettaglio, soprattutto in settori come la Moda e Casa&Arredamento che sono i punti di forza del nostro mercato.

I vantaggi di utilizzare piattaforme come eBay per compiere i propri acquisti è testimoniato anche dalle parole di Lamberto Siega, Head of Sellers and Innovation per eBay in Francia, Italia e Spagna: “La ricerca realizzata da Deloitte mostra come la presenza sul marketplace eBay possa aiutare i venditori a rafforzare la conoscenza del proprio brand.

Grazie alla tecnologia e ai servizi eBay Inc., e al nuovo approccio improntato all’omnicanalità, i venditori possono migliorare notevolmente il proprio business nel mercato cross-border, raggiungendo mercati prima irraggiungibili”.

Fonte: assodigitale.it

E-commerce, il futuro passa da qui

Le nuove imprese finanziate B2c nascono per colmare una mancanza di offerta e migliorare la vendita online. Le innovazioni porteranno il commercio digitale ad essere sempre più semplice, personalizzato, interattivo e social. Ecco le principali tendenze secondo Osservatori del Politecnico di Milano e Polihub.

Lo scenario internazionale. La ricerca si è basata sull’analisi di circa 500 startup che hanno ricevuto finanziamenti da investitori istituzionali negli ultimi due anni a livello sia internazionale sia  nazionale operanti nell’ambito dell’eCommerce B2c.

Due le tipologie di iniziative identificate: i “merchant”, ossia operatori che abilitano online la propria offerta di prodotti o servizi, e i “service provider”, ossia aziende che offrono ai merchant soluzioni di supporto all’attività eCommerce. Con riferimento ai merchant, è possibile raggruppare le startup finanziate in funzione del comparto merceologico di appartenenza. I settori più attivi sono l’Abbigliamento e il Turismo e trasporti. Altri ambiti dinamici sono l’Arredamento e la Ristorazione. Meno rilevanti i contributi che arrivano dagli altri comparti merceologici molto significativi nel panorama dell’eCommerce B2c, come Assicurazioni, Editoria, Grocery e Informatica ed elettronica di consumo.

Nei diversi settori merceologici le startup finanziate operano o per colmare la mancanza di una reale offerta online, come ad esempio nella prenotazione di mezzi di trasporto alternativi (taxi, bus, …) a quelli classici commercializzati online (aereo, treno, …), o per innovare in un comparto già ben presidiato online, come ad esempio l’offerta di capi di abbigliamento personalizzati. Per completare la fotografia, è utile analizzare, nei comparti merceologici più attivi, le novità portate dalle startup finanziate.
* Abbigliamento: i filoni innovativi più sperimentati sono la creazione di abiti e accessori personalizzati (CustomMade), l’esperienza di acquisto supportata da personal shopper (Stitch Fix) o l’offerta di prodotti usati di lusso (VestiaireCollective.com). A livello generale troviamo progetti sia di innovazione di prodotto, grazie alla co-creazione di vestiti e gioielli personalizzati e unici, che di innovazione di processo, mediante l’ideazione di esperienze di acquisto sempre più semplici e intuitive, come quella di Zalando, con procedure di reso gratuite e veloci,  o come quella di Ditto, con un camerino di prova 3D per gli occhiali.
Turismo e trasporti: tra gli ambiti più ricorrenti abbiamo la prenotazione di servizi di trasporto – aereo (Hipmunk), ferroviario (Capitaine Train), bus (Ticketgoose) e taxi (Click A Taxi). I filoni più innovativi sono riconducibili alla gestione di urgenze e imprevisti (come ad esempio HotelTonight che offre solo camere d’albergo disponibili lo stesso giorno della prenotazione a prezzi fortemente scontati) e all’utilizzo condiviso di mezzi di trasporto (Avego). Nel caso specifico di Avego è stato proposto un modello di business che rende remunerativo l’autostop e che sfrutta i device integrati nello Smartphone, come il gps per la localizzazione della vettura.
Arredamento: i filoni individuati sono l’abilitazione di modelli ad asta (Artspace.com) e l’offerta di prodotti di lusso (Chairish).·     Ristorazione: gli ambiti più diffusi sono la gestione del pranzo a domicilio con consegna del cibo pronto (JustEat) o delle materie prime per preparare una ricetta (HelloFresh) e la prenotazione tramite Smartphone del menù da consumare al ristorante (OrderAhead). Troviamo, quindi, sia soluzioni da usare in mobilità, che di norma abilitano la prenotazione senza impegnarsi in una fase di consegna, che progetti focalizzati sulla distribuzione a domicilio di cibo. L’innovazione più spinta è volta a creare un’esperienza unica e personalizzata, grazie alla possibilità di portarsi a casa uno chef rinomato mediante una prenotazione online.
Altri comparti molto attivi sono il Ticketing per eventi (Songkick), i prodotti per i Bambini (Casabu), il Food and wine (Farmigo, NakedWines.com), il Couponing (nomorerack) e tutti i servizi di baby e dog sitter (Rover.com).

In sintesi, i filoni innovativi più ricorrenti sono: l’offerta di prodotti di nicchia, come ad esempio i prodotti a km 0 transati da Door to Door Organics, la gestione di pricing dinamico, su cui si basa il modello di business della piattaforma canadese Spinzo, il riuso, come accade sul marketplace peer to peer Tradesy su cui si commercializzano esclusivamente prodotti di seconda mano, i consigli degli esperti, indispensabili nel caso di acquisto di prodotti per bambini come su Citrus Lane, e la gestione dei regali online, ad esempio mediante l’invio di gift card spendibili online come su Treater.

Con riferimento alla seconda categoria, i service provider, è possibile raggruppare le startup finanziate in funzione delle fasi del processo di interazione azienda-consumatore supportate (pre-vendita, vendita, o intero ciclo):
Pre-vendita: i servizi tipicamente supportati sono l’aggregazione di offerte per veicolare traffico ai siti eCommerce (come ad esempio il servizio proposto da CatalogSpree che ti permette di accedere all’offerta dei tuoi siti preferiti da un’unica applicazione o Room 77 che consente di comparare più di 200.000 camere d’albergo in tutto il mondo, aggregando la proposta di tutte le principali agenzie online), l’ingaggio del cliente tramite i Social Network (come Gigya che offre diversi servizi social tra cui dei meccanismi per la gestione del social login sul sito attraverso le informazioni utente registrate su Facebook) e la gestione di notifiche push (ad esempio ShopAdvisor consente di tenere tracciati gli oggetti del desiderio al fine di inviare una notifica quando il prezzo diminuisce);
Vendita (Pagamento): molto ricorrente la ricerca di innovazioni nell’ambito dei pagamenti. In particolare, abbiamo soluzioni di mobile payment (ad esempio Boku ha abilitato una piattaforma per il pagamento online e mobile attiva in 67 paesi) e di gestione della sicurezza (ad esempio OneID ha sviluppato il proprio progetto di autentificazione digitale per eliminare l’inserimento di userID e password in fase di pagamento);
Intero ciclo: i filoni più diffusi sono la progettazione completa di siti eCommerce (come ad esempio BigCommerce che ha sviluppato una piattaforma per abilitare l’offerta online di piccole o medie imprese) e la gestione dei servizi di customercare che seguono il cliente durante tutto il processo di interazione con il merchant eCommerce (Needle, ad esempio, ha sviluppato una soluzione di customer care diretta dai fan o dal personale delle aziende mediante diversi strumenti – chat, telefono, email, …).

Per concludere, le startup che abilitano servizi per l’eCommerce stanno operando per rendere il processo eCommerce sempre più:
multicanale: ad esempio attraverso la progettazione di soluzioni (come fatto da Slyce in Canada) che consentono il riconoscimento, attraverso device mobile, dei prodotti all’interno di un video e che offrono la possibilità di acquisto  su siti eCommerce o in negozi di prossimità;
semplice: ad esempio abilitando la possibilità di creare sui siti dei merchant delle liste regalo per delle particolari occasioni, come compleanni o matrimoni, e chiedendo ai propri amici in  modo molto intuitivo e semplice di dare il proprio contributo (come fatto da BuyBox in Francia);
interattivo: ad esempio dando la possibilità di interagire e capire i propri utenti per personalizzare al massimo l’esperienza di acquisto (come fatto ad esempio da BrainSINS in Spagna);
* sociale: come ad esempio la creazione di tool che consentono alle PMI di vendere online su Facebook sfruttando il traffico presente sui Social Network (come fatto da Getonic).

Lo scenario in Italia 
In Italia le startup analizzate che hanno ricevuto finanziamenti da investitori istituzionali, business angel più i principali Incubatori e Family Office  negli ultimi due anni e che operano in ambito eCommerce B2c sono 32.

Riportiamo di seguito alcuni dati relativi a queste startup:
•  il 75% delle startup sono merchant, mentre il restante 25% sono service provider;
• il 47% di esse ha ottenuto un finanziamento da parte di un Business Angel, il 43% da  parte di un Venture Capitalist o di una Investment company, mentre la restante parte da Incubatori (nel 10% dei casi) o Family Office.
• nell’80% dei casi la startup è stata fondata da un imprenditore con profilo manageriale, mentre nel restante 20% dei casi l’imprenditore ha un profilo tecnico;
• per il 47% dei casi l’età del fondatore è compresa tra i 30 e i 40 anni, nel 33% dei casi è superiore ai 40 anni, il restante 20% è inferiore ai 30 anni;
• quasi l’80% degli imprenditori ha deciso di porre la sede della propria attività nel Nord Italia, con una preferenza spiccata per la città di Milano. Le iniziative rimanenti sono equamente distribuite tra Centro e Sud Italia.

Fonte: economyup.it

ECommerce in Italia in continua crescita soprattutto attraverso gli smartphone

Aumento costante delle vendite online: tra i principali fattori, il successo di Amazon, eBay e la semplicità delle app.

Volano le vendite online, unica speranza per il settore del commercio in questi tempi bui. In un periodo di crisi senza precedenti, in cui ogni giorno centinaia di negozianti chiudono definitivamente le serrande dei loro negozi nelle nostre città, solo il commercio elettronico rappresenta un fenomeno in controtendenza, soprattutto nell’ottica della relazione Business to Consumer.

Secondo i dati dell’Osservatorio eCommerce B2C di Netcomm e School of Management del Politecnico di Milano, le vendite attraverso internet nel 2013 hanno registrato un incremento del 18%, considerando gli acquisti effettuati da consumatori italiani e stranieri su siti italiani.

ECommerce, un successo determinato da diversi fattori

Determinante per i risultati evidenziati dallo studio è stato soprattutto la crescita strutturale delle grandi “dot com”, cioè quei portali, spesso a carattere multinazionale, come Amazon, eBay, Banzai Commerce, iBS e Privalia, vente-privee, yoox – inseriti nella Top 10 dell’Osservatorio 2013 -, ma anche siti come eDreams, Expedia, Volagratis o club online tipo SaldiPrivati: tutte piattaforme che registrano, anno dopo anno, un costante incremento in termini di traffico utenti e utili.

Tra i loro punti di forza vanno evidenziati non solo il prezzo competitivo, ma anche l’ampiezza dell’offerta di prodotti, fruibile attraverso piattaforme di navigazione facili ed intuitive, l’affidabilità percepita anche dall’internauta con minore dimestichezza, la qualità dei servizi accessori all’acquisto, ad esempio nei pagamenti e nelle politiche dei resi, l’attenzione al cliente durante tutte le fasi.

Aziende tradizionali ed eCommerce

Nella Top 10 dei siti di commercio elettronico figurano anche tre negozi tradizionali (Esselunga, LuisaviaRoma e Mediaworld). Questi retailer sono un passo avanti rispetto agli altri, ma la strada da percorrere è ancora lunga.

L’Italia si sta comportando meglio degli altri paesi, ma resta ancora indietro sui dati complessivi dell’eCommerce. Finora i comparti merceologici che raccolgono le più ampie percentuali di vendite sono il turismo (in calo, ma pur sempre pari a poco meno della metà delle transazioni complessive), l’abbigliamento (in forte crescita), l’editoria, l’informatica, le assicurazioni.

Effetto smartphone

Il vero boom delle vendite è conseguenza anche delle nuove tecnologie. E’ stato rilevato infatti come gran parte delle transazioni avvengano mediante dispositivi mobili: gli smartphone. Il Mobile Commerce è stato il fattore più dinamico dell’eCommerce B2C nel 2013, con una crescita di più del 254%. Gli smartphone sono sempre a disposizione, i siti hanno realizzato app dedicate, la comunicazione e il marketing diventano sempre più social e smart, il tempo libero e i momenti di pausa sono quelli di cui i consumatori approfittano per portare a termine i loro acquisti. Ecco come che le vendite attraverso cellulari sono passate da 144 milioni di euro del 2012 a 510 milioni di euro del 2013. Per quanto riguarda i tablet, le vendite attraverso questi dispositivi rappresentano il doppio di quelle attraverso smartphone, circa un miliardo di euro.

Con queste prospettive, il futuro del commercio è un po’ più roseo. Molte aziende dovranno accelerare il loro passaggio dalle vendite tradizionali a quelle elettroniche, per agganciare le evoluzioni positive della tecnologia abbinata all’economia.

Fonte: news.supermoney.eu

Il futuro dell’e-Commerce è oltre frontiera

Il futuro dell’e-Commerce in Italia è oltre frontiera. Secondo una ricerca di Deloittecommissionata da eBay, il 15% dei residenti nell’Unione europea nel 2013 ha perfezionato acquisti da un Paese straniero. Un trend destinato a crescere già nel corso di quest’anno. Per realizzare questo studio, Deloitte ha utilizzato 3 metodi d’analisi: in primo luogo è stato adottato un modello econometrico per esaminare l’impatto delle vendite effettuate dai principali venditori che hanno già adottato questo approccio in alcuni mercati, al fine di determinare il valore di una presenza estesa attraverso diversi canali.

Successivamente sono state compiute alcune indagini di mercato e interviste con i principali venditori a livello europeo. Oggi, solo il 4% delle vendite cross-border a livello europeo puntano sull’Italia, di contro è questo uno dei punti di forza di un mercato ancora da popolare e ben lontano dalla saturazione, con l’eCommerce che, secondo i dati comunicati a fine 2013 dall’Osservatorio NetComm e del Politecnico di Milano, cresce di anno in anno del 18% e il mobile commerce che fa segnare trend positivi e percentuali di crescita a tripla cifra: +255% tra il 2012 e il 2013.

La ricerca sottolinea come i mercati più forti sul fronte del commercio transfrontaliero siano la Germania (27% delle vendite dall’estero), il Regno Unito (24%) e la Francia (14%). Seguono la Spagna (5%) e l’Italia. Deloitte sottolinea inoltre come il mercato online e mobile rappresentino il 2,6% del totale di vendite in Italia, con un volume superiore agli 11 miliardi di euro (7,7mld in Spagna, 22mld in Francia), mentre il valore degli acquisti registrati nei negozi tradizionali ma perfezionati attraverso canali cosiddetti “non-store” si aggira attorno ai 35 miliardi di euro.

E proprio l’omnicanalità nel commercio può divenire una reale opportunità per rispondere alla crisi delle vendite al dettaglio, tanto che in Gran Bretagna e Germania, il 25% di quanti hanno portato a termine vendite online ha cercato e acquistato prodotti che non poteva trovare negli store locali. I punti di forza del commercio italiano sono la Moda e Casa&Arredamento e in questi settori le vendite attraverso i canali “non-store” nel nostro Paese generano rispettivamente 1.5 e 0.6 miliardi di euro. Mentre sempre grazie all’online, le vendite di abiti da donna tra eBay in Gran Bretagna e la Spagna sono raddoppiate tra il 2010 e il 2012.

Lamberto Siega, Head of Sellers and Innovation per eBay in Francia, Italia e Spagna, parla di questo importante fenomeno:

Oggi, i venditori operano attraverso negozi tradizionali, canale e-Commerce diretto e partnership strategiche con le piattaforme di vendita online, accessibili anche dal mobile. La ricerca realizzata da Deloitte mostra come la presenza sul marketplace eBay possa aiutare i venditori a rafforzare la conoscenza del proprio brand. Grazie alla tecnologia e ai servizi eBay Inc., e al nuovo approccio improntato all’omnicanalità, i venditori possono migliorare notevolmente il proprio business nel mercato cross-border, raggiungendo mercati prima irraggiungibili.

Fonte: www.webnews.it

Nel 2018 il m-commerce peserà quasi il 50% dell’e-commerce

Fra cinque anni oltre 1 mld di consumatori farà shopping tramite uno smartphone o un tablet

I mobile device stanno acquisendo un ruolo di primo piano nello shopping, tanto che Goldman Sachs ha stimato che il giro d’affari generato dal m-commerce passerà dai 204 miliardi di dollari del 2014 a 626 miliardi nel 2018. Non solo quindi più che triplicherà il suo fatturato, ma arriverà nel 2018 a coprire quasi la metà di tutte le vendite liquide. Secondo le stime di Goldman Sachs nel 2015 la crescita delle vendite tramite mobile crescerà del 46% nel 2015, del 39% del 2016, del 24,4% nel 2017 e del 21,3% nel 2018, portando così la share del m-commerce sulo totale delle vendite liquide dal 33,9% di quest’anno al 46,6% nel 2018. Questo sviluppo sarà ovviamente trainato dalla penetrazione degli smartphone e dei tablet. Se infatti quest’anno la banca d’affari stima che ci saranno 535 milioni di consumatori che faranno acquisti utilizzando questi device, in cinque anni diventeranno 1,09 miliardi, pari a circa il 14,4% di tutta la popolazione mondiale stimata dalle Nazioni Unite.

Fonte: www.e-duesse.it

Nuova Legge Ecommerce a San Marino

Il 23 Maggio 2013, San Marino ha visto approvare la nuova legge sull’E-Commerce (“legge sull’uso delle comunicazioni elettroniche e dell’e-commerce”). Nello specifico, così come descritto dall’Art.27 della medesima legge, l’obiettivo raggiunto è stato quello di disciplinare la “vendita on line”.
Alcuni aspetti “tecnici” che meritano essere messi in evidenza sono:

 

  • COSA SI INTENDE PER COMMERCIO ELETTRONICO
    Innanzitutto la legge chiarisce cosa si intende per “commercio elettronico”, ovvero ogni attività di commercio di beni e servizi di qualsiasi natura condotta tramite l’uso di comunicazioni elettroniche (comunicazioni giuridicamente rilevanti effettuate mediante “messaggio dati”:  informazioni create, trasmesse, ricevute o conservate con sistemi elettronici, magnetici, ottici o analoghi compresi tra cui  la posta elettronica). Restano escluse da tale definizione i siti web che propongono beni o servizi, ma su cui non sia possibile concludere transazioni mediante l’uso di comunicazioni elettroniche .
  • ESERCIZIO ESCLUSIVO DEL COMMERCIO ELETTRONICO
    L’esercizio esclusivo del commercio elettronico può avvenire solo tramite il rilascio di apposita licenza commerciale che viene rilasciata nelle modalità e nelle forme, per quanto. compatibili, previste dalle leggi 130/2010 (Disciplina del commercio e norme di sviluppo della rete distributiva commerciale) e 129/2010 (Disciplina sulle Licenze per l’esercizio delle attività industriali, di servizio, artigianali e commerciali) e successive modifiche. All’operatore vengono richiesti d’ufficio gli elementi previsti dall’articolo 27 della presente legge (spiegati qui di seguito).
    Il titolare di licenza esclusiva deve disporre di una sede fisica situata nel territorio di San Marino. Tale sede, qualora l’attività si esplichi tramite deposito merci dovrà prevedere anche l’uso specifico della sede stessa previsto per il tipo di attività svolta. Nel caso in cui l’attività di commercio elettronico si svolga in maniera esclusiva e diretta, sarà sufficiente l’uso abitativo e in tale caso sono fatte salvi i poteri di controllo e accesso degli Uffici e delle Forze di Polizia secondo le regole previste per le sedi degli operatori economici.
  • ESERCIZIO NON ESCLUSIVO DEL COMMERCIO ELETTRONICO
    L’operatore che svolga attività di commercio elettronico non esclusiva, è tenuto a dare comunicazione in forma scritta all’Ufficio Industria, Artigianato e Commercio dell’attività di commercio elettronico svolta specificando gli elementi richiesti dall’articolo 27 della presente legge per provvedere alla registrazione obbligatoria come stabilito dal medesimo articolo
  • B2B e B2C
    Può riguardare attività all’ingrosso, al dettaglio e di servizi.
  • REQUISITI PREVENTVI: REGISTRO DELLE ATTIVITA’ E-COMMERCE. (ART 27 della legge)
    Chiunque volesse attivarsi per la vendita on line deve essere iscritto al “Registro delle attività e-commerce”. A seguito degli adempimenti richiesti verrà rilasciato il numero di iscrizione al registro che dovrà essere esposto nel sito, insieme al marchio istituzionale “E-Commerce San Marino”.
    Per ottenere l’iscrizione, sono richiesti 5 elementi:
    Codice Operatore Economico (SM….),
    Dominio (www….),
    Indirizzi di posta elettronica specificando se certificata (info…@….dominio…..com),
    Posizionamento del Server (il computer dove fisicamente “risiede” il sito e che fornisce i dati di accessi alla rete internet necessari per la visualizzazione),
    Posizionamento del gestore (centro assistenza clienti, centro logistica e direzione)

OBBLIGHI DI ESIBIZIONE E SPECIFICAZIONI.
Il sito dovrà contenere le seguenti informazioni:
Nome Società e Codice Operatore Economico
Numero Registro E-Commerce
Logo “E-Commerce San Marino”
Sede Sociale
Recapiti telefonici e email per permettere all’acquirente di  contattare il venditore
Se B2B dovrà essere specificato
Prezzi: specificare se compresi di Iva o meno. Costo Trasporto deve essere specificato a parte
Luogo da cui verrà spedito il bene